
Ci sono festival che si visitano, e poi ci sono quelli che ti attraversano. EXPOSED Torino Photo Festival, arrivato alla sua terza edizione, rientra decisamente nella seconda categoria.
Dal 9 aprile al 2 giugno 2026, Torino torna a trasformarsi in un grande spazio espositivo diffuso, dove la fotografia non è solo qualcosa da osservare, ma un mezzo per interrogarsi. Il tema di quest’anno, “Mettersi a nudo”, è diretto, quasi spiazzante: parla di identità, vulnerabilità e verità. Lo fa attraverso immagini che spesso non danno risposte, ma aprono domande.
Quello che mi colpisce di questo festival è proprio questo: non cerca di essere rassicurante. Ti chiede di fermarti, guardare davvero, e magari anche di riconoscerti in ciò che vedi. Una delle cose più belle di EXPOSED è che non si concentra in un unico luogo. Devi muoverti, attraversare la città, cambiare contesto. Ed è proprio in questo spostamento che succede qualcosa.
Le mostre e le installazioni sono distribuite in numerosi spazi, ognuno con una sua identità precisa:
Cancellata di Palazzo Pozzo – La città in fotografia/ La fotografia in città
Parcheggio GTT Valdo Fusi Piano -2 – Catabasis
Circolo del Design- Black in Ibiza e altre storie
Cripta 747 – Metamorphosis
Museo di Scienze Naturali – Dopo l’estate
Cripta di San Michele Arcangelo- Photographs
CAMERA- Donne in vista
Quartz Studio – Metamorphosis
Museo Nazionale del Cinema – FUORICAMPO
Portici di Via Po – 5000 Lire per un sorriso
Archivio di Stato di Torino- Self Exposed/ Messi a Nudo
Corte di Palazzo Carignano – Torino 4×4. Fotografie di una nuova era
Portici di Palazzo Carignano- You can have it all 2019,2024 / L’invenzione di sé
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano-Viva le donne!
Portici di Piazza San Carlo- Acrobati 2020-2025
Gallerie d’Italia- Replaced
Oltre a diversi spazi urbani e installazioni outdoor disseminate per la città.
Non è solo una lista di luoghi: è un invito a perdersi. A passare da un museo istituzionale a uno spazio più sperimentale, da un archivio storico a un’installazione all’aperto. La fotografia, così, esce dalle pareti e si mescola alla città.
Tra le tappe che mi hanno colpito di più c’è quella alle Gallerie d’Italia, che ospita la mostra Replaced di Diana Markosian. È una mostra che lavora sul confine tra memoria e costruzione, tra ciò che ricordiamo e ciò che reinventiamo. Le immagini hanno qualcosa di intimo, quasi fragile, ma allo stesso tempo costruito con grande consapevolezza narrativa.
Guardandole, si ha la sensazione di entrare in una storia personale che però, in qualche modo, riguarda tutti. Ed è forse questo il punto più forte dell’intero festival: partire dall’individuo per arrivare a qualcosa di universale.
Se vi interessa la fotografia, certo, è un appuntamento da non perdere. Ma anche se non siete esperti, potrebbe sorprendervi. Perché, alla fine, non parla solo di immagini. Parla di noi.
Per maggiori informazioni e per scaricare gratuitamente il Pass per EXPOSED Torino Photo Festival, direttamente sul loro sito ufficiale

